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venerdì 8 ottobre 2010

CFC e paradisi fiscali: novità in vigore dal 2010

Ieri (7 ottobre 2010) ho affrontato il tema delle CFC e dei paradisi fiscali nell'ambito del corso organizzato da ANDAF in collaborazione con importanti realtà professionali (es., Centro Studi Internazionali GEB Partners di Milano, Zizzo e Associati di Milano, ecc.) presso la sede della Società Pellegrini S.p.A. di Mestre (VE). Tali argomenti appaiono interessanti sotto il profilo dell'attualità, dato che proprio il 6 ottobre 2010 è stata emanata la tanto attesa circolare dell'Agenzia delle Entrate in materia di CFC (e non solo). Si tratta della circolare n. 51/E la quale intende chiarire i molteplici dubbi che, nel tempo, si sono sovrapposti con riguardo alla complessa materia. Come sapete, l'art. 167 del TUIR è stato completamente "stravolto" dalle modifiche apportate dall'art. 13 del DL 78/2009, tant'è che non possiamo più parlare di una norma anti-paradisi fiscali quanto, piuttosto, di una norma antielusiva (generale) per i rapporti infragruppo in ambito internazionale (sia comunitario che transnazionale).
La nuova disciplina CFC risulta infatti applicabile dal 2010 anche ai soggetti che non risiedono nei tradizionali paradisi fiscali (cioè quelli indicati nelle black list - anch'esse in procinto di essere abbandonate a favore delle white list) a determinate condizioni. Si amplia quindi dopo circa 10 anni dall'introduzione della disciplina la sfera di applicazione agli Stati virtuosi ma che, per esempio, hanno un tax rate inferiore al 50% di quello italiano (dove per tax rate si intende il livello effettivo di imposizione, senza tener conto dell'IRAP, dei crediti d'imposta, delle perdite ante 2010 e delle imposte differite e anticipate). Ulteriore condizione necessaria per l'applicazione della disciplina alle CFC che si trovano in Paesi come la Germania, l'Irlanda, Madeira, ecc. è che tali imprese conseguano la maggior parte (oltre il 50% dunque) dei propri proventi dai cosiddetti "passive income", cioè quei redditi derivanti da investimenti finanziari, sfruttamento di diritti editoriali, brevetti, ecc.. L'altra novità rilevante della nuova disciplina CFC consiste nella modifica della lett. a) del comma 5, vale a dire la prima esimente disponibile per ottenere la disapplicazione della norma. Tale esimente prevede ora che l'effettiva attività industriale e commerciale oltre ad essere l'attività principale deve anche essere svolta "nel mercato dello Stato o territorio di insediamento", intendendo con tale concetto, come precisato dalla circolare 51/E, anche il mercato di sbocco e di approvvigionamento della CFC. Chiaramente ciò conduce ad un ampliamento applicativo rispetto alla precedente versione della norma. La platea presente al corso era formata da funzionari e dirigenti d'azienda (es., direttori e responsabili amministrativi) i quali si sono mostrati sensibili ed interessati a queste tematiche che sempre più coinvolgeranno le loro aziende in futuro. Si tratta, infatti, di tematiche sempre più seguite dall'Amministrazione finanziaria e che nei prossimi anni, stando al quadro normativo esistente, implicheranno uno spostamento sempre maggiore dell'attenzione del Fisco dal contesto nazionale a quello internazionale.

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